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FERMATEVI messaggio dell'Arcivescovo per la Quaresima 2012

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FERMATEVI!
Messaggio dell’Arcivescovo per la Quaresima 2012




Carissimi fratelli e sorelle,
a volte, nella Sacra Scrittura, Dio rivolge questa Parola al suo popolo: Fermatevi!
La Quaresima ripropone questo invito, ci fa urgere dentro questo comando. Fa intravedere, in questa Parola del Signore, una strada necessaria che prepara la Pasqua e ci prepara ad essa.
Ma c’è ancora tempo per prepararsi, nell’epoca della fretta? C’è ancora tempo per fermarsi?
Fermatevi, dice Dio!
Fermatevi a guardare le cose grandi che il Signore fa (cfr 1 Sam 12,16).
È l’invito a guardare Dio: alla contemplazione, alla preghiera, al silenzio.
È l’invito a guardare le cose di Dio: alla gratitudine per quanto ci è donato nella nostra vita, a partire dal dono della vita. È l’invito a riconsiderare ogni cosa come dono del quale dobbiamo rendere conto a Dio, dal quale ogni dono proviene. Impregnati di edonismo e di soggettivismo come siamo, vive in noi la tentazione di dare tutto per scontato, tutto per dovuto. Di considerarci, alla fine, artefici di ogni cosa, mentre ogni cosa viene dal Padre, e, tra l’altro, di volere sempre più in ogni cosa. Diventiamo insaziabili. Ecco allora il digiuno, che ci fa fermare e vivere come se non avessimo nulla, neppure il pane per sfamarci, e capire così che solo la mano di Dio può veramente e provvidenzialmente saziarci.
È l’invito a guardare il fratello: a «prestare attenzione», come ci ricorda il Papa nel suo Messaggio di Quaresima, ai bisogni materiali degli altri, che sono tanti, ma anche ai bisogni spirituali, che contraddistinguono la natura umana. Ecco allora l’elemosina; ma ecco anche la correzione fraterna, la cura per la salvezza del prossimo. In una parola, ecco che riscopriamo come l’altro, la persona umana, colui che è mio fratello, sia il dono più prezioso da riscoprire e, dice ancora Benedetto XVI, da «custodire».
Fermatevi ad interrogarlo sulla strada da prendere (Cfr. Ger 6,16)
È l’invito alla revisione di vita: una pratica dimenticata, tanto nell’esame di coscienza quotidiano quanto nell’atteggiamento del cuore. Siamo convinti di bastare a noi stessi, non solo per i doni che non riconosciamo ma anche per i criteri di verità che ci diamo in modo autonomo.
È l’invito al discernimento: fermatevi, dice Dio, e guardate i sentieri del passato. Fermatevi perché la strada sulla quale camminate può avere deviato il percorso che vi conduceva a Me. Fermatevi e lasciatevi indicare la verità.
È l’invito all’incontro sacramentale: fermatevi e trovate spazio per riconciliarvi come Me, per ritornare a Me. Per riaccostarvi al sacramento della Riconciliazione e per ricominciare a camminare in una via nuova, in una vita nuova.
Fermatevi e riconoscete che il Signore è Dio (cfr Salmo 46)
È l’invito a lasciarsi educare da Dio. Egli educa sempre il suo popolo e il tempo liturgico, nella Chiesa, è una pedagogia. Il tempo ci educa, con il suo scorrere ma anche con il suo assumere significati diversi. Il tempo scorre, noi non possiamo fermarlo: ma possiamo fermarci. E, così, possiamo cambiare il tempo, cambiare la storia umana.
È l’invito a pensare a Dio: la Quaresima è tempo per lasciarsi educare a vivere la storia, a cambiare la storia, ma soprattutto per fermarsi a vedere Dio come il Signore della storia umana.
È l’invito alla Pasqua: bisogna fermarsi per capire che la storia umana va verso la Pasqua, che ogni cosa, anche il dolore più inspiegabile e le strade senza uscita, va verso il mistero della Risurrezione.
È Quaresima per fermarsi a pensare all’eternità. È Quaresima per chi vive e vivrà la Pasqua.
E allora fermati, o uomo!
Fermati davanti alla gioia, per riconoscere che tutti i doni sono da Dio.
Fermati davanti al peccato, per consegnarlo con umiltà al Signore e rivivere.
Fermati davanti al dolore, perché esso non avrà mai l’ultima parola.
Fermati davanti alla fretta, perché quella storia di cui Dio è Signore ti contiene e non può fare a meno di te.
Fermati perché quella storia, questa storia, è la storia di un Amore sofferente e Risorto: di un amore Eterno, che ti vuole da sempre e, per sempre, non può fare a meno di te.
Buona Quaresima!
Il tuo vescovo

Rossano, 18 febbraio 2011



XSanto Marcianò



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