Parrocchia Cristo Re - Diocesi Rossano Cariati


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CARIATI: LA PARROCCHIA CRISTO RE IN FESTA HA ACCOLTO MONSIGNOR SATRIANO

L'arcivescovo

CARIATI: LA PARROCCHIA CRISTO RE IN FESTA HA ACCOLTO MONSIGNOR SATRIANO
Il presule ha officiato il rito della vestizione dei chierichetti e ha dialogato con i fedeli


di Maria Scorpiniti

Festa dell’Immacolata speciale per la comunità di Cristo Re. Monsignor Giuseppe Satriano, nuovo arcivescovo di Rossano-Cariati, ha visitato per la prima volta la parrocchia delle marina, a un mese di distanza dal solenne ingresso in cattedrale per la festa del patrono San Leonardo. Ad attenderlo, nel piazzale della chiesa, una folla festante, ma il suo primo saluto è stato per i bimbi che, da lì a poco, sarebbero stati investiti del ruolo di chierichetti. I fedeli hanno dimostrato, con gesti semplici, il grande affetto verso il pastore, retaggio di un passato illustre come sede vescovile per cinque secoli; è ancora vivissimo, tra i più anziani, il ricordo di monsignor Eugenio Raffaele Faggiano, di cui è in corso il processo di beatificazione, e di Orazio Semeraro, entrambi di Ostuni e conterranei del neo vescovo.
Satriano ha poi celebrato la messa solenne, animata dal bravissimo coro polifonico diretto dal maestro Pietro Maringolo, insieme con il parroco don Mosè Cariati e con don Giuseppe Scigliano, segretario del neo vescovo, nativo di Cariati.

Il primo momento, dopo il saluto di don Mosè che ha presentato situazione della parrocchia e dei lavori della costruenda chiesa di contrada Tramonti, è stato tutto dedicato ai bambini. L’arcivescovo ha dialogato con loro con molta familiarità, benedicendo le tuniche che avrebbero poi indossato per il servizio all’altare. Nel corso dell’omelia, Satriano ha sottolineato l’importanza della solennità dell’Immacolata per ogni fedele “chiamato a percorrere un cammino insieme a persone diverse, ma tutte amate da sempre e per sempre da Dio come Maria”. Un cammino, ha detto, che porta ad avvicinare l’altro nella dimensione del dono e, per far comprendere ciò, al termine della celebrazione non ha consegnato una lettera pastorale, come di solito fa un vescovo ma, come ha già fatto nel giorno del suo ingresso in Rossano, un semplice pezzo di pane “perché, spezzandolo, lo condividiate con chi vi sta vicino, costruendo quella comunione capace di cambiare il mondo”.
In un momento successivo, ha benedetto una coppia di Cariati e a un’altra giunta dal suo paese, Ostuni, nella ricorrenza del loro 25esimo anniversario di matrimonio. Al termine, il presule ha invitato l’assemblea a formulargli delle domande, alle quali non si è sottratto, dialogando con semplicità e, nello stesso tempo, portando esempi pratici, anche in riferimento alla sua esperienza di vita trascorsa come missionario in Africa e a fianco, fino alla fine, del vescovo Semeraro.
A Cristo Re erano presenti anche gli ospiti della casa per malati mentali “Il Giardino dei Semplici” di Mandatoriccio, che hanno fatto dono all’arcivescovo di un quadro raffigurante Gesù con la corona di spine, dipinto da alcuni di loro.


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