Parrocchia Cristo Re - Diocesi Rossano Cariati


Vai ai contenuti

Menu principale:


GIUSEPPE SATRIANO, ARCIVESCOVO ELETTO, MANDA IL PRIMO

L'arcivescovo > Messaggi e comunicati dell'arcivescovo > 2014

GIUSEPPE SATRIANO, ARCIVESCOVO ELETTO, MANDA IL PRIMO

SALUTO AI FEDELI DELLA CHIESA DI ROSSANO – CARIATI

Miei cari fratelli e sorelle che siete nella chiesa di Rossano – Cariati: “Pace a voi”.

E’ con grande trepidazione che mi ritrovo a scrivervi questo saluto, consapevole della pochezza di

ciò che sono e la responsabilità del compito affidatomi.

Anche se non vi conosco e non ho ancora potuto incontrarvi, abbracciarvi, ascoltarvi, avverto la

bellezza di ciò che siete: figli amati dal Padre, membra vive del corpo mistico di Cristo che è in

Rossano – Cariati. A voi tutti auguro il dono della Pace, la pienezza di una vita segnata dall’amore e

colma di ogni benedizione celeste.

Ricevendo l’invito del Santo Padre consegnatomi dal Nunzio Apostolico, emozioni contrastanti

hanno ingombrato il cuore. Guardare ai limiti reali che porto e al significativo servizio richiesto non

è stata cosa facile. In quei giorni però mi è stata regalata una parola colma di conforto e speranza,

tratta dal vangelo di Luca che desidero condividere:

“Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato

per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi

fratelli”(Lc 22,31-32).

È una Parola che consola e infonde fiducia per il cammino da intraprendere, un cammino che ha

come punto di forza la misericordia del Signore, il suo amore fedele ed eterno per ciascuno di noi.

È bello pensare che il nostro procedere, nel percorso affidatoci, nasca dall’alto, meglio dalle

viscere di un Dio che è comunione, relazione reciproca, e divenga spazio aperto all’incontro sino al

dono totale del Suo amore. Proprio a questo ho pensato nell’accettare la nomina: il Signore mi usa

misericordia e mi chiama a conversione. In questa misericordia, che desidero cantare con la vita,

pongo l’impegno a camminare insieme, non per dare forza e prestigio al nostro vissuto ma per

realizzare quelle relazioni profonde, accoglienti, generose, spazio fecondo, capace di offrire brividi

di comunione all’umanità.

La sfida, bella ed ardua, trova una luminosa premessa nella millenaria storia cristiana di Rossano-
Cariati e nelle radici sante che vi hanno generato. Il vostro andare continua ed ora ci vede insieme.

Laici, religiosi, presbiteri, uomini e donne, pastori santi dal cuore generoso, hanno segnato il

cammino dei secoli, rendendo sempre più bello il volto di questa Sposa e permettendo il

germogliare della fede e della santità di vita: a tutti va il mio pensiero grato e orante.

Vengo a voi, dunque, come Pastore, ma anche come fratello, come pellegrino che lascia la sua

terra, la sua vita, per dimorare nel cuore di una comunità da cui tanto ho da imparare, nel solco di

quanto ci ricorda Papa Francesco con la sua esortazione Evangelii Gaudium:

“La vita si rafforza donandola e s’indebolisce nell’isolamento e nell’agio. Di fatto, coloro

che sfruttano di più le possibilità della vita sono quelli che lasciano la riva sicura e si

appassionano alla missione di comunicare la vita agli altri ” (EG 10).

È con questo spirito che desidero camminare con voi per sperimentare, per essere quello a cui il

Signore ci ha chiamati mediante il Battesimo. Nell Sua morte e resurrezione siamo stati chiamati a

divenire una comunità di uomini e donne segnati dall’amore, capaci di riceverlo e donarlo, protesi

ad esaltare la vita bella e buona del Vangelo, per profumare il mondo, “in tutti i luoghi, in tutte le

occasioni, senza indugio, senza repulsioni e senza paura” (EG 23).

Desidero salutare con affetto fraterno S.E. Mons. Santo Marcianò, Ordinario Militare e già vostro

pastore amato, che tanto ha lavorato con voi e per voi in questi ultimi otto anni.

Un saluto colmo di rispetto filiale al Presidente della Conferenza Episcopale Calabra, S.E. Mons.

Salvatore Nunnari, e in un lui a tutti fratelli dell’Episcopato Calabrese.

Un abbraccio grato a Mons. Antonio De Simone, che in questi mesi ha sostenuto e amministrato la

vita della diocesi, in lui mi rivolgo con affetto a tutti i sacerdoti, i diaconi e i cari seminaristi.

Tra circa un mese festeggerete la Vergine Santa, nostra patrona, venerata con il titolo di

Achiropita. A Lei, testimone dell’Assoluto di Dio, affidiamoci con gioia perché inteneriti dal suo

dolce sguardo possiamo lasciarci sedurre con fiducia e crescere nella capacità di vivere secondo la

volontà di Dio.

Permettetemi di concludere invocando su tutti la benedizione del Signore:

Il Signore vi protegga e vi benedica:

benedica voi che siete nella fatica del vivere, anziani, ammalati, disabili, persone sole, voi siete le

perle preziose della Chiesa di Rossano-Cariati nella quale potrete sentirvi a casa e trovare quel

balsamo di grazia, fatto di comunione e solidarietà, che allievi il dolore dell’anima;

benedica voi presbiteri, perché attraverso la comunione accolta e vissuta possiate narrare con la vita

la gioia di non appartenersi ma di essere pane fragrante per ogni uomo;

benedica voi laici, uomini e donne di buona volontà, perché con il vostro essere sale e luce della

terra continuiate a rendervi corresponsabili nell’annunzio del vangelo, insaporendo di gioia ogni

realtà della nostra terra di Calabria;

benedica voi giovani, luce di speranza per il mondo, rendendovi consapevoli del Suo amore e

coraggiosi nelle scelte di vita a servizio del Vangelo;

benedica voi uomini e donne della vita consacrata, coraggiosi alpinisti dello Spirito, perché nel

quotidiano dei vostri vissuti traspaia sempre la bellezza del volto di Cristo come messaggio di

tenerezza per il mondo;

benedica voi che vi dichiarate non credenti o che provenite da altre culture e religioni, la vostra

diversità sia sempre ricchezza e nutrimento per la convivialità che insieme desideriamo realizzare;

ed infine, ma non da ultimo, il Signore benedica voi Istituzioni dello Stato, protesi nella

responsabilità alla gestione della cosa pubblica, siate uomini e donne capaci di trasfigurare i beni

molteplici di questa bellissima terra, senza mai tradire la dignità e la centralità della persona, bene

supremo a voi affidato.

Il Signore rivolga il suo volto su di voi e a tutti doni la sua pace.

Vi abbraccio e chiedo a ciascuno la carità di pregare per me, perché benedetto dalla vostra

intercessione possa custodirvi come amico dello Sposo ed essere fedele al Suo amore per voi.

Brindisi, 15 Luglio 2014

Giuseppe Satriano

Arcivescovo eletto di Rossano-Cariati


Menu di sezione:


Torna ai contenuti | Torna al menu