Parrocchia Cristo Re - Diocesi Rossano Cariati


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Ingresso solenne a Cariati

L'arcivescovo > Marcianò

Mons. Marcianò al suo ingresso solenne a Cariati

“LAVOREREMO INSIEME PER COSTRUIRE
LA CIVILTÀ DELL’AMORE”


Sindaco e Arcivescovo concordano:
“Occorre sinergia tra Chiesa e Istituzioni”

di Maria Scorpiniti


CARIATI. “I vostri volti fanno nuovo il mio cuore. Mi sento amato nel mio Ministero e nella mia persona”. Queste parole, pronunciate da nuovo Arcivescovo Mons. Santo Marcianò, al suo ingresso nella cittadina jonica, racchiudono tante sincere manifestazioni d’entusiasmo e di affetto reciproco, che hanno caratterizzato l’importante evento, civile e religioso. L’accoglienza del Presule ha restituito, infatti, all’intera cittadinanza momenti di intensa partecipazione alla vita della Chiesa, richiamando alla memoria un passato glorioso ed importante trascorso come sede vescovile per più di cinque secoli. Una partecipazione che nel popolo cariatese non si è mai sopita e che, nelle occasioni solenni, riaffiora con fede e un’adesione profonda, con uno spirito di rispetto verso la Chiesa ed i suoi ministri, radicato nelle diverse generazioni.

L’arrivo in una cornice suggestiva con il pensiero rivolto al Medioriente


L’Arcivescovo è giunto nella sua sede di Cariati alle ore 19.00 di un pomeriggio caldissimo del 30 luglio scorso. Ad accoglierlo, all’ingresso del “Ponte”, il punto più panoramico del borgo antico circondato da una poderosa cinta muraria medievale, c’era, oltre al sindaco di Cariati Filippo Sero e i suoi colleghi della vicaria con i loro gonfaloni, una folla commossa, che ha travolto con il suo abbraccio, ampiamente ricambiato, il nuovo Arcivescovo, mentre risuonavano le note della banda musicale “Città di Cariati” ed esplodevano i fuochi pirotecnici. Dal Ponte, una breve processione tra gli antichi palazzi e le case del borgo addobbate con bellissime coperte tessute al telaio, fino alla piazza Friozzi, dov’è la sede municipale, quindi, su un palco pieno di fiori, il Presule ha ricevuto il benvenuto dal Sindaco di Cariati, Filippo Sero, che si è fatto portavoce della comunità cariatese e dei paesi ricadenti nel territorio ecclesiastico. Facendo memoria delle parole pronunciate da mons. Marcianò nel Duomo di Reggio Calabria il giorno della sua ordinazione episcopale e nella cattedrale di Rossano, il Sindaco di Cariati ha richiamato “l’infinito e amorevole trasporto” con cui il Presule ha manifestato il suo desiderio d’incontrare il gregge affidatogli dal Signore. Sero ha espresso gratitudine e rispetto per l’alto ministero di mons. Marcianò, affermando tra l’altro: “Ritengo che il sentimento di comunione e di appartenenza ad una comunità sono strutturali nell’uomo. Questi sentimenti rappresentano il possibile terreno d’incontro tra il cristianesimo e la cultura illuminista che, oggi, impronta di sé le istituzioni laiche. In fondo, le parole fraternità, uguaglianza e libertà – ha proseguito Sero- sono valori che, assieme ad un autentico sentimento non violento, trovano la loro prima rivoluzionaria affermazione proprio nel cristianesimo delle origini. Valori che, assieme a quelli dello Stato di Diritto e della Democrazia, al di là di ogni sterile polemica e contrapposizione tra laicismo e cristianesimo, fondano l’identità più autentica dell’Europa e dell’Occidente. Proprio da qui dobbiamo ripartire per occuparci e preoccuparci assieme della nostra comunità; una comunità sofferente e umiliata, la cui dignità viene, troppo spesso, sacrificata sull’altare degli egoismi e degli individualismi più sfrenati”. Filippo Sero ha concluso il suo discorso esprimendo il suo impegno a lavorare insieme per arrivare a mete comuni: “Anch’io, come Lei, muovo oggi i primi passi di un percorso nuovo, amministrativo e politico, ma anche di vita e mi conforta sapere che nell’affrontare questo cammino posso contare su un compagno di strada e su una guida come Lei.”.


Nel tempio della religiosità cariatese, la solenne concelebrazione eucaristica

Dopo la cerimonia di benvenuto, il solenne corteo con l’Arcivescovo, tutto il clero locale e del comprensorio, seminaristi giunti da Rossano e con le autorità civili, ha attraversato le caratteristiche “viuzze” preparate a festa, per raggiungere la cattedrale neoclassica intitolata a “San Michele Arcangelo”, stracolma di fedeli. Ha avuto inizio, così, proprio nel luogo caro al cuore dei cariatesi, la prima concelebrazione eucaristica del nuovo Presule con tutti i presbiteri della vicaria di Cariati- Bocchigliero, il diacono Alfredo Pennino, mons. Luigi Renzo, già vicario generale della diocesi e don Pino de Simone, animata dal coro della cattedrale, diretto da Suor Pierina De Bartolo. Il decano dei sacerdoti cariatesi, don Alfonso Russo, ha rivolto all’arcivescovo amorevoli parole di saluto: “Lei è il decimo vescovo che ho avuto l'onore di conoscere e con i quali ho avuto il privilegio di lavorare, di gioire, di soffrire, di vivere le problematiche e le realtà che hanno caratterizzato il cammino della diocesi Cariatese, oggi di Rossano-Cariati. Questa Concattedrale ha visto nascere, crescere, senza rumore, la Santità di Vescovi e Sacerdoti e di tante anime”. Dopo aver elevato un sincero ringraziamento al Signore, per il dono del nuovo presule, e a mons. Marcianò per aver accolto il disegno di Dio e la volontà del Santo Padre, ha invitato il nuovo Pastore ad essere guida illuminata ed illuminante per le anime a lui affidate: “Abbiamo bisogno della sua presenza - ha affermato don Alfonso - di ascoltare sempre più spesso la voce del nostro Vescovo; di ricostruire in questa Concattedrale, qualcosa che le è venuto a mancare”. Don Alfonso ha assicurato, la volontà del popolo di Dio ad essere in piena comunione con la Chiesa. “Questo popolo di Dio, ricco di valori, che io amo immensamente – ha detto inoltre - desidera solo crescere in termini di intensa religiosità e di rettitudine morale e sociale e non necessita di grandi manovre per testimoniare la propria fede; per questo non le chiede né oro né argento, ma solo di essere accompagnato sulla strada della solidarietà, dell'unità e dell’amore di Cristo. Le auguro – ha concluso - di essere il vero custode e Pastore delle anime che Le sono state affidate e di questo nessuno di noi ha alcun dubbio”. A sua volta, durante l’omelia il vescovo ha sottolineato l’importanza dell’Amore nella vita materiale e spirituale, anche in riferimento alla Parola di Dio proclamata. “La dignità della vocazione di tutti i presbiteri e di tutti i laici – ha detto tra l’altro – deve avere una sola fede e una sola speranza; deve vivere un solo battesimo. E’ questo l’amore di Cristo, e la Chiesa si fonda sull’amore”. Nel contempo, ha sollecitato alla riscoperta del senso della comunione: “E’ necessario edificare la Chiesa nella comunione; la sperimentino i vescovi e i presbiteri. Come l’uomo non può vivere senza amore, la Chiesa non può esistere senza comunione. Ciò che ci rende degni della vocazione è l’unità”. Inoltre, ha esortato i fedeli a un importante compito: “valorizzare e intensificare la lettura, l’ascolto, la meditazione della Parola di Dio (è il compito che il vostro Vescovo vi dona), anche con il metodo della “lectio divina”; altrettanto si deve fare per l’Adorazione Eucaristica”. Infine, ha espresso il desiderio di conoscere le specifiche realtà parrocchiali e di incontrare, al più presto, i responsabili di gruppi ed associazioni.

Un annullo speciale per un giorno di festa concluso con i giovani

Al termine della messa, mons.Marcianò si è intrattenuto nel palazzo vescovile per continuare a gustare la cordialità dei cariatesi che avevano preparato, per l’occasione, un ricco buffet con i dolci e i rustici della tradizione gastronomica. Nella stessa sede, mons. Marcianò ha incontrato i soci del Circolo Filatelico Numismatico, che, per iniziativa del presidente Gennaro Cosentino, ha predisposto un annullo speciale. Prima di fare ritorno a Rossano, si è fermato nella zona Porto, dove si stava svolgendo un importante evento musicale organizzato dall’Associazione no- profit intitolata a Claudio Mazzitello, un giovane artista di Cariati amante della musica che, circa due anni fa, ha preso la vita in un tragico incidente stradale insieme all’amico fraterno Giuseppe Trento. Il concerto ha richiamato a Cariati oltre 20 mila giovani per la presenza del duo “Britti e Bennato” e di altri artisti ed ha avuto anche uno scopo benefico. Sul mega palco, a sorpresa, un vescovo giovane ha dato ai giovani parole di vita, di speranza, di futuro, di amore; i valori che i due giovani hanno testimoniato nella loro breve vita e che i familiari vogliono trasmettere con queste iniziative.

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