Parrocchia Cristo Re - Diocesi Rossano Cariati


Vai ai contenuti

Menu principale:


Movimento Apostolico

Gruppi e Associazioni

INAUGURATE LE CATECHESI DEL MOVIMENTO APOSTOLICO

CARIATI – Nell’ultima domenica di febbraio, il Movimento Apostolico ha inaugurato l’anno catechetico 2006/07 presso la parrocchia “Cristo Re” di Cariati Marina. L’arcivescovo di Rossano – Cariati, mons. Santo Marcianò, ha presieduto la concelebrazione eucaristica nel Centro Sociale, sede provvisoria della parrocchia che, per l’occasione, era gremita dai fedeli ed aderenti giunti anche da Catanzaro e Lamezia Terme. Fondato, nel capoluogo regionale, quasi trent’anni fa dalla signora Maria Marino, il Movimento si basa sugli incontri di preghiera, la recita del rosario e la celebrazione eucaristica, in comunione ecclesiale con le aggregazioni laicali e con il parroco. L’omelia dell’Arcivescovo, nel corso della celebrazione, è stata articolata intorno all’impegno della testimonianza cristiana; un impegno urgente che richiede una conoscenza seria della Rivelazione e una formazione continua: “La testimonianza è la provocazione della nostra fede – ha affermato mons. Marcianò – perché ci chiama a condividere lo stesso destino di Gesù, un destino di Gloria che costa fatica”. Su quest’ultimo termine, si è quindi sviluppata l’omelia dell’Arcivescovo: La “fatica”, ha spiegato, è la stessa del monte Tabor: occorre “salire sul monte”, e questo comporta silenzio, solitudine, preghiera. Ma non è la sola. “C’è la fatica di comprendere il senso della propria croce, senza bisogno del miracolo; c’è anche la fatica dell’ascolto e della preghiera, che vengono addirittura prima della stessa testimonianza”. E con la consegna della preghiera come mezzo necessario per entrare nella luce di Cristo per essere luce per i fratelli, il Presule ha concluso la celebrazione auspicando che il Movimento Apostolico possa diffondersi anche in altre parrocchie della Diocesi.


(MARIA SCORPINITI)




IndietroPlayAvanti

L’arcivescovo ha incontrato anche le altre aggregazioni presenti a Cristo Re
APERTO L’ANNO CATECHETICO DEL MOVIMENTO APOSTOLICO

di Maria Scorpiniti

Una fede che sa stare dentro la storia, solidale e partecipata, quella richiesta oggi ai fedeli laici impegnati nei movimenti e nelle aggregazioni ecclesiali. Questo il concetto di fondo espresso dall’arcivescovo Santo Marcianò in occasione dell’inaugurazione dell’anno catechetico del Movimento Apostolico. Per questa circostanza è stata celebrata a “Cristo Re” una messa solenne nell’ultima domenica del tempo ordinario, il 22 febbraio scorso, presieduta dallo stesso Arcivescovo,concelebranti il parroco don Mosè Cariati, don Gesualdo De Luca, assistente regionale del Movimento, don Francesco Brancaccio e don Santo Battaglia. Alla celebrazione erano presenti anche tutte le altre realtà della parrocchia: il Rinnovamento dello Spirito, il Cammino Neocatecumenale, i Focolarini, l’UNITALSI, l’ACR, le associazioni culturali CIF e Carabinieri. “Sono tutti qui, questa sera- ha affermato don Mosè nel presentarli all’arcivescovo – ciascuno col proprio carisma, ma uniti e in comunione per formare un unico corpo di questa porzione di Chiesa locale”. Don Gesualdo ha parlato, subito dopo,della spiritualità del Movimento Apostolico, sorto a Catanzaro nel 1979 ad opera di Maria Marino ma diffuso oggi in tutta Italia, oltre che in Svizzera, Germania, Camerun, Repubblica del Congo: “Ci adoperiamo – ha affermato tra le altre cose – per l’animazione apostolica delle parrocchie attraverso una catechesi sistematica ed organica e l’evangelizzazione, in comunione col parroco”. Il gruppo ecclesiale è presente ed operante nella parrocchia “Cristo Re” di Cariati da diversi anni e propone un valido cammino “alla ricerca di Dio e alla luce della Parola”, come ha sottolineato l’Arcivescovo nella sua omelia. “La post-modernità mette a rischio il valore della vita, che spesso viene violata – ha spiegato ancora mons. Marcianò –ma in parallelo emerge l’inquietudine legata alla ricerca di Dio da parte dell’uomo che, in fondo, è la ricerca di se stessi. Nei gruppi – ha concluso il presule – c’è l’apertura alle cose nuove, il superamento dell’egoismo e si vive la virtù della carità, in poche parole si guarda al futuro con speranza”. Un futuro, ma anche un presente, inserito nel progetto globale di Dio che si concretizza con la storia di tutti e di ciascuno, una storia di amore e di salvezza.



Torna ai contenuti | Torna al menu