Parrocchia Cristo Re - Diocesi Rossano Cariati


Vai ai contenuti

Menu principale:


San Leonardo 2009

Festività > 2009

SOLIDALI CON L’UOMO, COME SAN LEONARDO
Durante il rito religioso, la benedizione del nuovo gonfalone di Cariati
di Maria Scorpiniti

CARIATI - “Entrando, dopo tanti anni, nella vostra bella cattedrale, l’ho trovata splendente e mi ha ricordato don Alessandro Vitetti assorto in preghiera davanti al tabernacolo”. Con queste commosse parole, e con il ricordo del sacerdote di Cariati del quale del quale è in corso il processo di beatificazione, mons. Serafino Sprovieri, pastore della diocesi di Rossano-Cariati dal 1980 al 1991, ha iniziato la sua omelia durante le celebrazioni in onore del Patrono San Leonardo, il 6 novembre scorso. L’Arcivescovo emerito ha officiato la messa solenne, concelebrata da don Angelo Pisani, don Nicola Alessi e don Pino Mustaro, alla presenza di numerosi fedeli e delle maggiori autorità civili e militari. Mons. Sprovieri ha ripercorso le tappe della sua presenza episcopale in diocesi, soffermandosi sugli aspetti che lo hanno particolarmente legato a Cariati: la calorosa accoglienza della popolazione e la gentilezza dei pescatori locali, che non gli facevano mai mancare “l’omaggio delle primizie della giornata”. Nel suo discorso, il Vescovo ha definito, poi, San Leonardo come “uomo innamorato di Dio”. Vissuto nel VI secolo in Francia, alla corte del re Clodoveo, in un periodo storico segnato da forti tensioni sociali, Leonardo, con San Remigio, era molto stimato e il re gli aveva affidato il compito di intervenire per riportare l’ordine e la serenità tra il popolo. A seguito della guarigione miracolosa della moglie di Clodoveo, il sovrano regalò a Leonardo una parte del suo bosco che egli utilizzò per l’accoglienza degli ex carcerati, messi, così, nelle condizioni di vivere da uomini liberi. Quest’opera di promozione umana, definita da Sprovieri “di un’attualità impressionante”, oggi si rende più che mai urgente e necessaria; San Leonardo propone, con il suo esempio, una vita non “verniciata di cristianesimo”, ma autenticamente cristiana. Secondo l’Arcivescovo, le problematiche legate al mondo giovanile nascono proprio dall’assenza di una testimonianza autentica e solidale da parte degli adulti che, rendendo la vita troppo facile e comoda ai giovani, non li aiutano a crescere, ma contribuiscono, invece, a creare una generazione di depressi, senza la speranza di un futuro. Mons. Sprovieri, infine, ha implorato l’aiuto del Patrono per una “nuova” Cariati invitando i cariatesi a riscoprire le tradizioni religiose di un passato glorioso ed a “consegnarsi” al Santo per ritrovare la fede e la partecipazione alla vita ecclesiale. Dopo l’omelia e il rito della comunione, il primo cittadino Filippo Sero ha rinnovato la tradizione della consegna delle chiavi della città al Santo che, nella devozione popolare, è stato sindaco di Cariati. Prima del saluto finale, l’Arcivescovo ha benedetto il nuovo gonfalone del Comune. È seguita, quindi, la processione per le vie del paese, con la presenza delle autorità e l’accompagnamento del grupp

IndietroPlayAvanti

Torna ai contenuti | Torna al menu